Solo la Danimarca protegge i suoi consumatori

Nel settore di internet ed in particolare di quello dei giochi e delle scommesse online, la protezione dei consumatori è fondamentale. Tale protezione deve arrivare in primo luogo dalle istituzioni, che devono stabilire le regole di base per la protezione degli utenti. Le aziende implicate nel settore, poi, saranno responsabili per l’attuazione concreta di tali norme, che se non rispettate dovrebbero portare a pesanti multe. In teoria, si tratta di un situazione piuttosto semplice: lo Stato legifera, le aziende rispettano le norme e i consumatori sono tutelati. Tuttavia, da una recente indagine dell’EGBA (European Gaming and Betting Association) ovvero l’associazione europea che si occupa di giochi e scommesse, è emerso che solo la Danimarca sta realmente proteggendo i propri consumatori. Tutti gli altri paesi non sembrano aver recepito il messaggio e soprattutto non sembrano essere consci della necessità di farlo.

Perché è necessaria una speciale tutela

Potrebbe sorgere una domanda: come mai per il settore del gioco e delle scommesse online è necessaria una speciale e maggiore tutela dei consumatori? Beh, anche se forse non è così evidente, questo è un settore in cui i consumatori sono ad alto rischio di truffa e di entrare nel circolo vizioso della dipendenza da gioco: per questo è necessario avere una maggior tutela e un occhio di riguardo nei confronti di questa categoria di consumatori.

Quali sono le lacune?

Entrando nel merito della mancata applicazione delle tutele dei consumatori, è interessante andare a vedere quali sono esattamente le mancanze e quindi i rischi per i giocatori.

Per quanto riguarda l’identificazione dell’utente, 25 paesi richiedono per legge che i giocatori debbano avere un vero e proprio account per poter giocare; di questi, 22 Paesi richiedono anche una verifica dell’identità. Questo è fondamentale per proteggere i minori e per ridurre i problemi derivati dal gioco patologico. In quest’ottica è piuttosto grave che ben 17 Paesi permettano l’apertura di account temporanei, mentre la verifica dell’identità viene conclusa.

Solo Estonia, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Portogallo e Slovacchia impediscono il gioco ad utenti non verificati.

Rispetto al discorso educativo, solo 8 Paesi europei promuovono attività di educazione dei giocatori. Inoltre, nessuno Stato ha attivato la segnalazione automatica ai servizi di salute pubblica dei giocatori che si autoescludono dal gioco, un’azione che indicherebbe chiaramente l’esistenza di un disagio legato al gioco. Sono 23 gli Stati che obbligano ad offrire la possibilità dell’autoesclusione dal gioco, una sorta di blocco che il giocatore può impostare quando si rende conto di essersi spinto troppo oltre. Di questi 23 Paesi, 11 permettono anche a parti terze di escludere un giocatore nei casi più gravi.

Il futuro?

Chiaramente, la European Gaming and Betting Association auspica un maggiore controllo che si tradurrebbe in una maggiore tutele dei consumatori. In quest’ottica, fa anche però notare che la stessa Unione Europea non ha, al momento, in progetto nuove legislazioni sulla materia. Resta quindi una grande incognita, in un settore che è in continua evoluzione e crescita.